Cosa sono?
I Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA), dall’inglese Water Safety Plan (WSP), rappresentano uno strumento innovativo per la gestione delle acque destinate al consumo umano, introdotti in Italia con il DM del 14/06/2017 e sanciti definitivamente, in termini di cogenza e sanzionabilità, con il Decreto Legislativo 18/23 di recepimento della direttiva UE 2020/2184, entrato in vigore il 21 marzo 2023.
Si basano su un approccio preventivo di valutazione del rischio, di cui l’OMS introdusse il concetto già nel 2004, in quanto considerato l’approccio più efficace per garantire nel tempo la qualità delle acque fornite agli utenti e la salvaguardia della salute umana.
I PSA prendono in esame l’intera filiera idrica, dalla captazione al punto di utenza finale, analizzando le specifiche criticità presenti, in relazione ai potenziali rischi che potrebbero presentarsi, inclusi quelli legati ai cambiamenti climatici. Si tratta quindi di intervenire non a seguito del riscontro di superamento dei valori limite previsti dalla normativa, ma a monte per eliminare o ridurre ad un livello accettabile il rischio connesso all’uso della risorsa idrica. Non dimentichiamo che l’acqua potabile, oltre ad essere utilizzata per la cura e l’igiene della persona, viene utilizzata per bere e per preparare bevande ed è a tutti gli effetti anche un alimento, rappresentando quindi una risorsa fondamentale, da salvaguardare il più possibile.
L’educazione all’uso dell’acqua di rubinetto per bere contribuisce, inoltre, a risparmiare sull’utilizzo della plastica, con tutte le implicazioni che tutti conosciamo.
Chi deve realizzarli e come?
Il responsabile della redazione dei PSA è il Gestore idro-potabile, che per implementare ogni piano, deve poter disporre di un team di lavoro multidisciplinare, composto da figure interne al gestore e da membri esterni rappresentanti di vari Enti ed Istituzioni, quali USL, ARPA, Regione, Comuni, Associazioni dei consumatori, ecc.
Per la realizzazione di un PSA occorre:
Zone di fornitura idro-potabile (Water Supply Zone)
I PSA si basano sulle WSZ, che individuano aree geografiche in cui la qualità dell’acqua può essere considerata ragionevolmente omogenea, a fronte di valutazioni oggettive.
All’interno delle singole WSZ sono identificate le utenze ed i volumi di acqua forniti, e organizzati i controlli analitici, in affiancamento allo sviluppo dei singoli PSA.
Stato dell’arte PSA
La SII ha avviato ad inizio del 2021 un Progetto di PSA “pilota” con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), relativo alla filiera idrica a servizio della città di Orvieto. Il PSA è stato inviato in “pre-approvazione” al Ministero della Salute e all’ISS a febbraio 2023 (in pre-approvazione” in quanto il decreto di recepimento della direttiva europea delle acque potabili è entrato in vigore il 21/03/2023, D.Lgs.18/23).
Sono state ad oggi implementate tutte le azioni di miglioramento a breve termine e sono in corso di realizzazione quelle a medio termine, come da programmazione.
È in fase di definizione la programmazione per lo sviluppo dei PSA di tutte le principali WSZ gestite: si tratta di una sfida molto importante, a causa della notevole mole di lavoro e delle scadenze normative, che richiederà un grande impegno in termini di risorse sia umane che economiche.